Teologia, in Italia Facoltà «isolata»

Un rifugio di verità. È in questi termini che Hannah Arendt pensa l’università. Prendendo spunto da quest’intuizione, Juan Carlos De Martin – professore al Politecnico di Torino e autore di Università futura (2017) – aggiunge che in democrazia il senso dell’università consiste nel «dire verità», ponendosi a servizio della conservazione, della trasmissione e dell’incremento del sapere. L’università è così chiamata a riscoprire le sue radici per aprire orizzonti trans disciplinari capaci di affrontare le complesse problematiche odierne che non possono essere risolte nei confini angusti dell’iperspecializzazione disciplinare. Si tratta quindi di riappropriarsi di quel peculiare assetto istituzionale che – generatosi nel medioevo all’insegna dell’universitas magistrorum et scholarium – non può essere costretto dai dogmi dell’epoca neoliberista a farsi determinare dai «mercati», che finiscono così per manipolare tanto le proposte dell’accademia aziendalizzata, quanto le aspirazioni degli studenti sempre più considerati e spinti a considerarsi come clienti. Per incamminarsi verso una visione d’insieme che tenda all’unità dei saperi e per resistere al riduzionismo istituzionale imposto dalle logiche estranee all’accademia, occorre ritrovare la fiducia nella conoscenza del vero. Solo l’amore per la verità, e non la ricerca dell’utile, può animare quell’avvincente avventura del pensiero orientata all’universitas studiorum, ossia alla costituzione di quel singolare «volgersi verso l’unitotalità degli studi» che diviene istituzione. Se si considerano in particolare le università italiane, l’attenzione non può che cadere su di un’eloquente assenza. Mi riferisco qui alla facoltà di teologia, esclusa per legge dall’ordinamento universitario italiano nel 1873. Sono infatti quasi centocinquant’anni che la teologia in Italia vive in una condizione di pressoché totale isolamento rispetto alle dinamiche universitarie, impoverendo il panorama accademico dell’apporto di un aspetto costitutivo dello stesso pensiero occidentale. Se per ragioni dettate tanto dalla laicità dello stato, quanto dallo statuto ecclesiale della scienza teologica, la relazione tra università e teologia in Italia non può essere istituzionalmente spinta oltre il limite di un rispettoso «vicinato», non si è per questo costretti a dimenticare le molteplici opportunità che possono scaturire dal dialogo tra la riflessione scientifica sulla Rivelazione e i saperi conseguiti dalle sole forze della ragione. Diversi sono i vantaggi che ne derivano. La teologia, infatti, studiando Dio in Cristo come origine e fine di tutte le cose, sostiene la ragionevolezza di una ricerca delle relazioni tra i saperi in vista di un’unità sottesa, ma non ancora manifesta; richiede alla ragione di confrontarsi con il sapere dell’Altro che l’aiuta ad ampliare i propri confini e ad occuparsi delle domande, ad un tempo, più alte e radicali; custodisce infine, con fondato realismo, l’esigenza di onorare la dignità della persona umana e di perseguire il bene comune. Per converso la teologia, che – com’ebbe a dire Gilbert K. Chesterton – è quell’aspetto della religione che fa uso del cervello, non può che trovare nel dialogo con i saperi coltivati nelle università stimoli indispensabili per il suo aggiornamento e per il perfezionamento delle sue stesse conoscenze. Senza la teologia, infatti, ogni singola disciplina rischia di «divinizzare» il proprio oggetto di studio e i propri metodi; senza gli apporti – anche e soprattutto critici – dei saperi, la teologia rischia di isolarsi riducendosi ad animare «scuole professionali per preti» smarrendo infine il proprio spessore scientifico. Rispetto ai grandi interrogativi suscitati dalle recenti scoperte tecno-scientifi che, dall’incontro tra le culture favorito dalla globalizzazione o dalle crisi economiche ed ecologiche, che riaprono la questione de homine in termini inediti, privarsi del confronto con la teologia costituirebbe una scelta quanto-meno irragionevole.

fr. Marco SALVIOLI o.p.
Università Cattolica del Sacro Cuore

Condividilo!