Lettera Pastorale del Vescovo Cesare

“Maestro dove abiti?”: la Lettera pastorale dell’Arcivescovo a giovani e educatori

Ogni anno i vescovo delle Diocesi di tutto il mondo scrivono solitamente una “Lettera Pastorale” cioè uno scritto con cui indicano quali siano le priorità, le scelte importanti, la direzione verso cui andare per incontrare insieme Gesù Cristo.

lettera pastorale Vescovo Cesare

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Per l’anno 2017- 2018 il vescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia ha pensato in modo particolare ai giovani ed agli educatori. Il titolo della sua lettera pastorale è «Maestro, dove abiti?» e si ispira alla chiamata dei primi discepoli di Gesù, narrata dall’Evangelista Giovanni all’inizio del suo Vangelo (Gv 1,35-42a) che è anche l’«icona biblica» indicata da Papa Francesco per il prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani del 2018.

Il vescovo Cesare nell’Introduzione, sollecita tutta l’Arcidiocesi a rinnovare un’attenzione particolare ai giovani, nell’orizzonte della Chiesa universale. Vengono indicate tre priorità concrete: la comunità educante, coordinata da una cabina di regia; la formazione alla vita di fede non disgiunta dal quella del servizio; una rinnovata missionarietà nel raccordo tra comunità cristiane e territorio con tutti gli ambienti di vita tra cui l’università.

Qualche assaggio della lettera pastorale

Alcuni passaggi che interpellano in modo particolare il nostro mondo ci ricordano che:

Tra le esperienze fondamentali che esigono un’attenzione specifica sul piano dell’educazione e della formazione legata alle concrete scelte di vita, ci sono indubbiamente quella dell’affettività e della sessualità, quella dello studio e del lavoro e quella del servizio ai poveri. Sono tre ambiti di per sé permanenti nella vita dei giovani”.

“Ricordo quanto ha detto con chiarezza Papa Francesco in Piazza Vittorio: «Qui siete tanti universitari ma guardatevi dal credere che l’università sia soltanto studiare con la testa; essere universitario significa anche uscire e uscire nel servizio con i poveri soprattutto». Questo vale per gli universitari ma anche per ogni altro giovane. A questo tende l’iniziativa promossa dall’Ufficio di Pastorale Universitaria, “Servire con lodeche mi auguro possa estendersi sempre più sul territorio grazie anche all’apporto degli stessi giovani“.

Il vescovo pensa a delle «équipe missionarie» che dovranno avvalersi oltre che dei giovani, del sostegno di persone adulte che in quanto cristiani, sono parte integrante di quella realtà e svolgono compiti anche di responsabilità e di servizio. Penso ai docenti, ai cappellani negli ospedali e nelle Facoltà universitarie, ai lavoratori e ai professionisti. Sono tutte figure che sono chiamate a mantenere, anche al di fuori dell’ambiente, un raccordo dentro specifiche esperienze comunitarie, sia parrocchiali che di gruppo.

Il testo completo è disponibile online qui.

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