Campo Nazionale Scout Universitari 2017

Scout universitari

Campo Nazionale Scout Universitari 2017

Torino, Milano, Padova, Bologna: queste le città di partenza dei quattro clan universitari che dal 29 aprile al 1 maggio si sono ritrovati nel Parco di Monte Sole per il consueto appuntamento annuale del Campo Nazionale dei Clan Universitari.

L’evento ha coinvolto un centinaio di scout da tutta Italia, accomunati dalla condizione di “studente fuorisede” che continuano a testimoniare la loro promessa e il loro impegno di servizio anche lontano da casa e dai propri gruppi di origine, nelle città in cui si sono trasferiti per motivi di studio o lavoro.

Quest’anno il campo si è svolto in  un luogo – Marzabotto –  teatro di una delle più grandi stragi a danno di civili avvenuta in territorio italiano che si è consumata tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 a opera delle truppe naziste.

Nei tre giorni di campo i ragazzi hanno potuto vedere e toccare con mano i segni lasciati dalla storia percorrendo il Memoriale di Monte Sole, un percorso al centro del Parco Storico di Monte Sole che comprende le località più coinvolte nella strage, e ascoltando numerose testimonianze di uomini che si impegnano quotidianamente affinché si mantenga forte la memoria dei fatti accaduti, della sofferenza e della paura delle vittime ma soprattutto del coraggio di uomini che si sono battuti per la pace e la libertà.

Dove un tempo riecheggiava il crepitio dei mitra nazisti e le urla di gente innocente, hanno risuonato le note di canti scout; quei prati, quelle colline calpestate da militari portatori di odio e distruzione hanno ospitato le tende di ragazzi desiderosi di scoperta e con tanta voglia di mettersi in gioco.

L’esperienza vissuta nei luoghi del massacro è diventata quindi opportunità viva e concreta per riappropriarsi della propria storia, non come rievocazione dolorosa di eventi tragici ma come coscienza delle responsabilità che come adulti si è chiamati ad assumere.

È stato rinnovato dunque il senso della sfida di “lasciare il mondo un po migliore di come lo si è trovato”, un mondo dove la differenza non è più percepita come  minacciosa ed ostile ma diventa  sempre più opportunità di confronto e di arricchimento.

Giorgio Sarpietro

 

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